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Glossario

Mi sono accorto che molti di voi non sanno il significato della terminologia che utilizzo quando vi propongo delle informazioni onomastiche sui vostri cognomi, perciò vi sono venuto incontro creando un piccolo glossario da consultare nel momento che leggete qualsiasi mia nota etimologica. Buona consultazione!

Aferesi: (pronuncia: afèresi, dal greco ἀφαίρεσις) è un fenomeno linguistico che consiste nella caduta di una vocale o di una sillaba all'inizio di parola. Nello studio delle lingue, esso può essere visto dal punto diacronico per lo studio della loro evoluzione (es. Tonio è l'ipocoristico aferetico di Antonio).

Agglutinazione: (da agglutināre, composto da ad e gluten, glutine, colla) in linguistica è il procedimento di formazione delle parole tramite giustapposizione di elementi lessicali distinti (ad es. ovvero, sebbene). Se la fusione avviene con un articolo o con una preposizione, si chiama anche concrezione (es. Dangelo è forma agglutinata del più diffuso D'Angelo).

Apocope: detta anche troncamento, indica la caduta di un fono o di una sillaba in finale di parola. Il fenomeno può essere sia l'esito finale di un processo diacronico di mutazione della parola, che si attesta, in questo caso, sotto una nuova forma d'uso corrente (città(de) e libertà(de)), dove il "troncamento" è permanente e del tutto indipendente dal contesto fonologico circostante, sia l'effetto di un'esigenza eufonica che porta alla soppressione della parte finale della parola per evitare incontri o fenomeni fonetici, come la rima, avvertiti talvolta come cacofonici. Benché quest'ultimo caso assomigli molto al fenomeno dell'elisione, anch'esso di natura eufonica, l'apocope si differenzia per la capacità della parola "tronca" di conservare e comunicare il suo significato, anche se pronunciata isolatamente, cioè in assenza di un contesto frasale; la distinzione tra i due fenomeni è fondamentale, perché le parole troncate richiedono l'apostrofo obbligatorio solo in una cerchia ristretta di casi, mentre l'elisione sempre.

Apotropaico: l'aggettivo apotropaico (dal greco αποτρέπειν, apotrépein = "allontanare") viene solitamente attribuito ad un oggetto o persona atti a scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni. Si parla ad esempio di monile apotropaico, rito o gesto apotropaico.
Nel mondo letterario ha assunto il carattere di rito che allontana il male, dunque esorcizzante. Si può intendere come suo sinonimo anche l'atto dello scongiurare, come ad esempio i riti apotropaici che venivano riservati ai generali dell'antica Roma in trionfo (es. nomi medioevali come Sventurato, Afflitto, Brutto, ecc.).

Assimilazione: l'assimilazione è un fenomeno che si verifica quando un segmento fonologico modifica il segmento precedente (assimilazione regressiva o anticipatoria) o il segmento successivo (assimilazione progressiva o perseverativa). L'assimilazione può essere parziale se il cambiamento è solo parziale, totale se il cambiamento è totale. Possono considerarsi casi particolari di assimilazione fenomeni come la metafonesi o l'armonia vocalica, con la differenza che in questo caso i segmenti che interagiscono non sono adiacenti. Il fenomeno esattamente opposto è la dissimilazione.

Betacismo: il betacismo (termine formato a partire dal greco βῆτα bêta, "la lettera b") designa l'uso del grafema in luogo di (o ), e in generale una intercambiabilità di tali lettere, rilevabile nella tarda latinità, in particolare durante il passaggio dal latino alle lingue romanze. Il fenomeno non è solo grafico ma è indice di una confusione tra due suoni che in latino classico erano ben distinti. Gli esempi più antichi di betacismo risalgono già alle scritte di Pompei (baliat per class. valeat, berus per verus), nel I secolo d.C., e tracce del fenomeno sono presenti un po' dovunque nelle lingue romanze. Benché il betacismo abbia lasciato poche tracce in Italia, secondo molti studiosi, tra cui Giuliano Bonfante e Benvenuto Terracini, la sua origine andrebbe posta proprio in Italia, come conseguenza della convivenza di forme latine con accanto a forme "italiche" con (ad esempio umbro benus = lat. veneris "sarai/sia venuto").

Cognomen: l'ultimo elemento era in origine un soprannome, che le persone non avevano ovviamente dalla nascita, legato com'è naturale ad una loro caratteristica personale o ad un evento che li aveva visti protagonisti. Il cognomen, comparve all'inizio come soprannome o nome personale che distingueva un individuo all'interno della Gens (il cognomen non compare in documenti ufficiali fino a circa il 100 a.C.); spesso il cognomen risultava quindi il solo vero elemento personale del nome, tanto da diventare per noi posteri il nome con cui il personaggio è conosciuto. Durante la Repubblica e l'Impero, il cognomen si trasmetteva dal padre al figlio, distinguendo di fatto la famiglia nucleare all'interno della Gens. A causa della sua origine, spesso il cognomen rifletteva qualche tratto fisico o della personalità. Ne è esempio il cognomen "Caligola", soprannome dato al terzo imperatore romano, Gaio Giulio Cesare Germanico, per l'abitudine che quest'ultimo aveva in gioventù di girare sempre con i sandali militari ("caligae"). Altro cognomen famoso è quello di Marco Tullio Cicerone, da noi appunto conosciuto con il cognomen Cicerone, appellativo con cui l'antenato di Marco Tullio era distinto, a causa di escrescenze sul viso che sembravano ceci (in latino "cicer").

Cognominizzazione: processo di trasformazione di un nome proprio, di un soprannome o di un appellativo, in cognome: per esempio Rosso o Rossi è la cognominizzazione dell'originario soprannome o nome Rosso, da rosso (capelli o barba di colore rosso).

Deverbale: parola, elemento lessicale derivati da un verbo. Il sostantivo mondatore (dal quale si è formato il cognome Mondadori) è un deverbale di mondare "pulire, liberare da ciò che è inutile, nocivo".

Idronimo: nome proprio di fiumi o specchi d'acqua. Sono idronimi per esempio Trasimeno, Garda, Arno, ecc.

Ipocoristico: in linguistica, l'ipocoristico è la modificazione fonetica (si tratta in genere di un raccorciamento) di un nome proprio di persona; questa può dare origine a un diminutivo, a un vezzeggiativo o a una commistione di entrambe le forme. Il termine ipocoristico deriva dal greco ὑποκοριστικός hypokoristikós, derivato a sua volta dal verbo ὑποκορίζεσθαι hypokorízesthai "chiamare con voce carezzevole o con diminutivi".

Lenizione: è una forma di mutazione delle consonanti che compare in molte lingue. La lenizione dei nomi appare specialmente, ma non esclusivamente, nel contesto delle lingue celtiche come il gallese, del quale è una caratteristica diffusa.Lenizione significa 'ammorbidimento' o 'indebolimento' (dal latino lenis, come nella radice di 'lenire'), e si riferisce al cambio da una consonante considerata dura ad una considerata morbida (fortis → lenis). Il criterio per decidere se una consonante è di un tipo o dell'altro è variabile, ma in generale, la scala è la seguente: consonanti occlusive sorde (/p t k/) → occlusive sonore (/b d g/) → fricative sonore (/β-v ð ɣ/).

Matronimico: cognome formato o derivado dal nome della madre, con il valore di "figlio di...".

Metatesi: è un termine che viene dal greco e significa trasposizione, scambio (da METÀ che vuol dire dopo, oltre, invece e THÈSIS, che indica l'atto del porre). In linguistica la metatesi è una figura grammaticale che indica il cambiamento di posto di singole lettere o sillabe all'interno di una parola.

Nomen: il secondo nome era quello della gens (pl. gentes), ovvero il clan di appartenenza, la "famiglia allargata". Le gentes romane iniziali erano abbastanza poche, e pochissime quelle dotate di una certa rinomanza, tale da dare loro la possibilità di consegnare ai posteri la fama di alcuni dei loro componenti. Tra di esse sicuramente la gens Iulia, la gens Cornelia, la gens Claudia, la gens Cassia, la gens Sempronia, la gens Domitia, la gens Valeria, la Gens Fabia. Si noti peraltro che con l'andar del tempo le cose si complicarono parecchio, con l'ingresso nella cittadinanza romana di persone o intere famiglie che venivano da tradizioni diverse (si pensi agli schiavi liberati, agli alleati galli, ecc.) e che quindi magari non avevano alcuna gens di appartenenza. Gli schiavi liberati spesso acquisivano il nomen del loro antico proprietario; gli stranieri "naturalizzati" a volte latinizzavano un loro soprannome, a volte lo inventavano di sana pianta, e così via.

Omofono: in linguistica, l'omofonia (dal greco homóphōnos, composto di homós «simile» e phōné «suono») è la relazione che c'è tra due parole che hanno la stessa pronuncia ma significato diverso.

Omografo: in linguistica, l'omografia indica l'uguaglianza di grafia fra due parole di significato e etimo diversi, se le due parole sono poi anche omofone allora si parla più propriamente di omonimia.La compresenza di una diversità sia di significato, che di etimo delle parole, impediscono di considerare omografe due parole che in realtà rappresentano soltanto due accezioni della medesima parola (polisemia) e che, di norma, sul dizionario sono raggruppati sotto il medesimo lemma.

Oronimo: nomi dei monti e degli altri rilievi (es. Cervino, Alpi, Pirenei...).

Palatalizzazione: in fonetica, si dice palatalizzazione il fenomeno per cui le consonanti velari si trasformano nelle corrispondenti consonanti palatali, cioè in cui il punto di articolazione di un suono si sposta più avanti sul palato rispetto al suono d'origine, o viceversa quello in cui le consonanti alveolari, bilabiali e nasali si trasformano in palatali. La palatalizzazione gioca un ruolo importante nell'evoluzione dal latino alle lingue romanze, introducendo suoni palatali, affricati e fricativi, sconosciuti al sistema fonetico del latino.

Panitaliano: cognome presente, comune in tutta Italia, esteso in tutta l'area linguistica italiana.

Patronimico: un patronimico è la parte del nome di una persona che indica la discendenza paterna o dall'avo. Si distingue dal cognome perché, mentre quest'ultimo è fisso, il patronimico varia nelle generazioni. Dal punto di vista onomastico è l'espressione delegata a indicare il vincolo col proprio padre, come, ad esempio, in greco il Pelide Achille (dal nome del padre Peleo) o in arabo il termine bin "figlio di", abu "padre di" o umm "madre di" premesso al nome dell'interessato (kunya). Il patronimico è parte integrante e ufficiale del nome di una persona in Russia e nei paesi slavi, si forma aggiungendo al nome del padre la desinenza "-vič" (-вич) per gli uomini e "-vna" (-вна) per le donne (es. Mikhail Sergeevič, Mikhail figlio di Sergej; Zinajda Petrovna, Zinajda figlia di Pëtr). Ogni persona in Russia è identificata da nome, patronimico e cognome. Nelle lingue turche, specie quelle dell'Asia centrale, si usa il patronimico oltre al cognome, aggiungendo la desinenza "-uli" per i maschi e "-qyzy" per le femmine al nome del padre. In molte aree i patronimici sono utilizzati al posto del cognome. Così avviene in Islanda (con l'utilizzo anche di alcuni matronimici) dove vige un'onomastica particolare e poche persone sono identificate da un cognome. Si forma aggiungendo al genitivo del nome del padre la desinenza "-son" per gli uomini e "-dóttir" per le donne (es, Sigmund Guðmundsson, Sigmund figlio di Guðmund; Björk Guðmundsdóttir, Björk figlia di Guðmund). Meno frequente l'uso in Svezia. In Italia molti cognomi sono in realtà dei patronimici, derivati dall'uso del genitivo latino nelle formule ufficiali, come nel caso dei Placiti cassinesi, che non scomparve se non tardi nell'era romanza. Così Giannini vuol dire figlio di un tal Giovannino, Mattei vuol dire figlio di Matteo, Maffei figlio di Maffeo, Pietri (o Petri) significa figlio di Pietro. Equivalenti ai precedenti terminanti in -i, sono patronimici anche i cognomi formati dalla preposizione di/de seguita da un nome, come Di Giovanni o De Giovanni che vuol dire figlio di Giovanni, Di Matteo o De Matteo figlio di Matteo, Di Maffeo o De Maffeo figlio di Maffeo, Di Pietro o De Pietro figlio di Pietro. Molti cognomi inglesi, gallesi, spagnoli, slavi, scandinavi derivano dai patronimici, e.s.: Wilson (figlio di William), Jackson (figlio di Jack), Johnson (figlio di John), Powell (ap Hywel), Fernández (di Fernando), Carlsson (figlio di Carl), Eriksson (figlio di Erik), Milošević (figlio di Miloš), Ibrahimović (figlio di Ibrahim, forma Araba ed Islamica di Abramo). In modo simile, altre culture nordiche che in passato utilizzavano il patronimico sono passate all'uso di tramandare l'ultimo nome (il cognome) del padre ai figli e alla moglie. Nei cognomi irlandesi la discendenza dal medesimo avo, si indica con il prefisso gaelico Ó trasformato in seguito in O', e nella maggioranza dei casi dismesso col tempo. Un esempio di cognomi irlandesi derivati dal gaelico d'Irlanda sono: Ó Brian (O'Brian, Brian, Brien); Ó Crotaigh (O'Crotty, Crotty, Crotti); Ó Callachain (O'Callaghan, Callaghan), ecc.

Prostesi: la pròstesi o pròtesi (dal greco próthesis, derivato da protithénai, «porre avanti») è un fenomeno di fonetica storica che consiste nell'aggiunta di un elemento non etimologico, una vocale o una sillaba, all'inizio di una parola. Si tratta quindi di un fenomeno fonetico non regolare, che accade per equilibrare una sequenza fonica altrimenti sgradita al sistema della lingua in questione (stessa ragion d'essere hanno anche epentesi, epitesi, aferesi, sincope, apocope ed elisione). Per esempio i cognomi Addante, Abbattista e Afferrante sono cognomi tipicamente meridionali formatisi rispettivamente dai nomi Dante, Battista e Ferrante, tramite prostesi in a-.

Rotacismo: il rotacismo (parola che deriva dal greco ῥῶ rhô, « la lettera R ») è una modificazione fonetica consistente nella trasformazione di un fonema in R (IPA [r]).Questo fenomeno è particolarmente consistente nella storia della lingua latina, è documentato in alcuni dialetti del ligure, del sardo, del corso, del napoletano e del siciliano (in particolare nella zona dei Monti Iblei, Sicilia sud-orientale, ma non solo) e anche in alcune lingue germaniche antiche. Nel dialetto romanesco e in alcune zone della Toscana è riscontrabile il rotacismo di L davanti a consonante. Per sempio il nome e cognome Marchionne è un derivato rotacistico, cioè per rotacizzazione di L in R, del nome Melchiorre.

Rotazione consonantica: con il termine rotazione consonantica (Lautverschiebung) vengono indicati determinati fenomeni di mutamento fonetico che possono verificarsi nel corso dello sviluppo di una lingua. Le consonanti si trasformano così, secondo regole precise, in altre.

Sincope: la sìncope è un fenomeno di fonetica storica che consiste nell’eliminazione di una lettera o di una sillaba all’interno della parola, con conseguente fusione di due sillabe in una (es. cognome Assandro è derivato dall'asincope del nome Alessandro).

Zoonimo: dal nome di un animale (es. cognome Agnelli che deriva dall'omonimo animale).